Dopo l’approvazione del GENIUS Act, firmato a luglio dal presidente Donald Trump, l’attenzione di Washington si sta ora spostando sul CLARITY Act, meglio noto come il disegno di legge sulla struttura del mercato crypto. Un provvedimento che ha accumulato ritardi significativi, complici il recente shutdown governativo e la mancanza di un vero consenso all’interno del Congresso.
I vertici delle banche al confronto con il Congresso sui temi crypto
Nel corso di questa settimana, i CEO di Citigroup, Wells Fargo e Bank of America incontreranno senatori repubblicani e democratici per discutere l’evoluzione della normativa legata alla struttura del mercato delle criptovalute.
Gli incontri sono previsti per giovedì 11 dicembre e, secondo fonti parlamentari, i top manager sarebbero pronti a condividere la loro visione sulle priorità di mercato delle grandi banche statunitensi sistemicamente rilevanti (GSIB), contribuendo al dibattito su come regolamentare in modo più chiaro ed efficace il settore crypto negli Stati Uniti.
I vertici bancari dovrebbero tenere incontri separati con parlamentari di entrambi gli schieramenti, puntando sulla collaborazione per definire politiche efficaci che permettano agli Stati Uniti di posizionarsi come leader nel settore degli asset digitali. Tra i temi sul tavolo figurano cosa possono o non possono fare le banche nel mondo crypto, la gestione dei pagamenti di interessi e le preoccupazioni legate alla finanza illecita.
Il Senato incontra diversi ostacoli
Secondo recenti aggiornamenti pubblicati su X (ex Twitter) da Eleanor Terret di Crypto In America, ottenere un markup sul disegno di legge sulla struttura del mercato crypto prima della pausa natalizia appare complicato.
Il senatore Mark Warner ha espresso dubbi in merito ad alcune parti del testo ancora in sospeso da parte della Casa Bianca, in particolare su due elementi chiave: eticità e quorum.
Warner ha sottolineato l’importanza di affrontare questi temi con attenzione, spiegando che i dialoghi bipartisan sono in corso, ma che è fondamentale arrivare a progressi concreti e non solo formali.
A complicare ulteriormente il percorso legislativo c’è anche la divisione delle competenze al Senato. La proposta è infatti seguita da due commissioni diverse: la Banking Committee, responsabile delle leggi sui titoli finanziari, e la Agriculture Committee, che si occupa invece della normativa sulle commodity.
Entrambe le commissioni hanno pubblicato bozze dei loro lavori durante l’autunno e si preparano alle sessioni di markup, ovvero la fase in cui si votano gli emendamenti prima del passaggio in aula. Tuttavia, entrambe stanno procedendo con cautela, proprio a causa delle questioni ancora irrisolte che rischiano di rallentare ulteriormente l’iter della legge.
I senatori chiedono clausole sui conflitti di interesse
Tra le preoccupazioni più urgenti emerse nel dibattito ci sono la gestione dei rendimenti delle stablecoin, i potenziali conflitti di interesse e l’approccio regolatorio da adottare nei confronti della finanza decentralizzata (DeFi).
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Alcuni senatori democratici hanno già fatto sapere che non sosterranno il disegno di legge se non verranno inserite disposizioni chiare per affrontare eventuali conflitti legati alla famiglia del Presidente e ai loro interessi commerciali nel settore crypto.
Inoltre, sebbene la normativa sulla struttura del mercato sia pensata principalmente per le piattaforme centralizzate che gestiscono fondi degli utenti, dal mondo della finanza tradizionale sta arrivando una spinta per classificare come intermediari praticamente tutti i soggetti crypto, inclusi sviluppatori e validator.
Nonostante queste tensioni, il sentiment resta moderatamente positivo. L’analista MartyParty ha segnalato il 4 dicembre che il disegno di legge bipartisan sulla struttura del mercato crypto sta guadagnando trazione al Congresso.
Una sessione di markup con la Senate Banking Committee è stata fissata in via preliminare per il 17–18 dicembre, poco prima della pausa natalizia.







