Bitcoin ha ripreso la sua corsa al rialzo, mettendo a segno un +1,6% nelle ultime 24 ore e tornando a quota 107.428$. Il rimbalzo arriva dopo il calo della scorsa settimana, quando il prezzo era sceso vicino ai 100.000$, complice l’alta volatilità di mercato e qualche presa di profitto da parte degli investitori.
Anche se BTC resta ancora sotto del 4,2% rispetto al massimo storico di 111.000$ raggiunto il mese scorso, il trend settimanale resta positivo: un +3,3% che lascia intendere come la fiducia stia lentamente tornando tra gli investitori. A confermare questo clima più ottimista ci sono anche alcuni indicatori on-chain, analizzati di recente da Amr Taha, contributor di CryptoQuant.
I dati on-chain parlano chiaro: si torna ad accumulare Bitcoin
Nella sua analisi intitolata “On-Chain Data Hints at Bitcoin’s Next Leg Higher”, Amr Taha ha passato in rassegna diversi indicatori che lasciano intravedere la possibilità di un nuovo slancio al rialzo per Bitcoin. Secondo lui, i dati della blockchain mostrano segnali evidenti di una fase di accumulazione, tipica dei momenti che precedono un ulteriore aumento dei prezzi.
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Tra gli indicatori analizzati ci sono il Binance Taker Buy/Sell Ratio, le UTXO age bands e il realized cap degli holder di lungo periodo (LTH). Tutti e tre raccontano la stessa storia: gli investitori stanno tornando ad accumulare attivamente Bitcoin e il sentiment generale sembra orientarsi di nuovo verso un’impostazione rialzista.

Uno degli indicatori principali su cui Taha si è concentrato è il Taker Buy/Sell Ratio di Binance, che di recente è salito a 1,1. Questo dato misura il volume degli acquisti “aggressivi” (ovvero al prezzo di mercato) rispetto alle vendite, sempre sulla piattaforma di Binance.
Un valore superiore a 1 di solito indica che ci sono più acquirenti disposti a comprare al prezzo di mercato rispetto a chi vuole vendere, segno di una maggiore convinzione da parte dei compratori. Secondo Taha, questi cambiamenti – se accompagnati da buoni volumi – hanno spesso anticipato ulteriori rialzi del prezzo.
Un altro indicatore che mostra segnali di forza è il Buy/Sell Pressure Delta degli ultimi 90 giorni. Questo parametro misura la differenza netta tra pressione d’acquisto e di vendita, e attualmente si trova a metà strada dal suo picco storico, con un valore di 0,02.

Secondo Taha, questo indica che il mercato non è ancora surriscaldato e ha ancora spazio per una fase di accumulazione. Se a questo aggiungiamo il recente breakout al di sopra della fascia UTXO 1D–1W (che rappresenta le monete transate di recente), il quadro è chiaro: molti nuovi holder sono già in profitto e, invece di vendere, stanno scegliendo di mantenere le loro posizioni.
La fiducia degli holder di lungo periodo e l’afflusso di stablecoin spingono lo scenario rialzista
Taha ha inoltre evidenziato che il Realized Cap degli holder di lungo periodo (LTH) ha superato quota 56 miliardi di dollari, un segnale che indica come una fetta sempre più grande dell’offerta di Bitcoin sia in mano a investitori “forti”. Si tratta di monete che non si muovono da oltre 155 giorni, solitamente associate a chi ha una forte convinzione nel lungo termine.
L’aumento di questo indicatore suggerisce che sempre meno Bitcoin vengono venduti sul mercato, segno che molti investitori si aspettano prezzi più alti nelle prossime settimane o mesi.
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In più, nelle ultime ore sarebbero arrivati su Binance oltre 550 milioni di dollari in stablecoin. Storicamente, questi afflussi verso gli exchange spot (e non verso le piattaforme di derivati) indicano che gli investitori si stanno preparando a comprare direttamente asset come Bitcoin, mettendo liquidità fresca pronta all’uso.
Tutti questi indicatori, messi insieme, possono essere letti come un segnale anticipato di possibile volatilità o pressione d’acquisto. Se il trend dovesse continuare, nel breve periodo Bitcoin potrebbe trarre vantaggio da questa fase di accumulo e dai movimenti delle istituzioni che stanno entrando (o rientrando) nel mercato.







